Lumachine weissbier e pancetta al forno…

Lumache…l’80% di voi in questo momento sta già pensando di cambiare pagina…ma io vi consiglio di leggere questa ricetta e di provare a cucinarle, potreste rimare letteralmente stupiti (potrei anche offrirmi io di cucinarle per voi). Ho voluto fare un test facendole assaggiare a diverse persone, le ho spacciate per involtini di carne e pancetta…risultato? “Marino, ma sono buonissimi questi involtini, che carne tenera”!!!. Questo dimostra che il palato segue troppo la vista e a volte crea troppi pregiudizi sul cibo… Buon appetito a tutti, io per 3 giorni sono in Liguria, tra poco visiterò e cenerò in un curioso agriturismo tipico ligure km 0…a domani…

Ingredienti per 4 persone
• 500 g di lumache (surgelate, già sgusciate e di prima qualità)
• 200 g di pancetta tesa dolce a fette
50 g di parmigiano reggiano
50 cl di weissbier
• Olio evo
• Pepe

Preparazione
Risciacquate le lumache sotto l’acqua fredda corrente e mettetele a marinare in una ciotola con la weissbier per una notte dentro il frigorifero.

Passata la notte, scolatele bene e asciugatele con della carta assorbente. Avvolgetele nella fettine di pancetta una ad una e infilzatele con uno stuzzicadenti per chiuderle.

Mettete tutte le lumache con la pancetta su di una teglia ricoperta da carta forno, aggiungete un filo d’olio, un pizzico di pepe e spolverate con il pecorino romano.

Riscaldate il forno a 200° e infornate le lumache per 12/15 minuti. Quando saranno pronte, toglietele dal forno e servite belle calde.

Buon Appetito

  

Annunci

Trattoria da Gina, Rovato (Bs) – Lumache, casoncelli alla bresciana e spettacolo di fiorentina…

Ecco la famosissima trattoria “da Gina” di Rovato, un posto speciale in cui andavo da piccolo per mangiare degli ottimi casoncelli e prelibatissimi bolliti misti con la salsa verde…ebbene sì, io non sono mai stato un bambino da “pizza e patatine”, io amavo la pasta allo scoglio, le frattaglie, il tartufo, i formaggi “puzzosi” e tutti i cibi più strani di questo mondo, dando un estremo senso di soddisfazione ai miei genitori e a chi mi vedeva mangiare. Finalmente, dopo anni, decido di tornare in compagnia in questo posto, con il ricordo ancora acceso di quegli ottimi piatti caldi.

Il locale all’esterno è stato completamente rinnovato, parcheggio in primis. L’edificio, che una volta era completamente avvolto da piante arrampicanti, quasi volessero nasconderlo, ora è ben curato e mostra tutto il suo fascino legato ad una specie di eleganza rustica. Questi segni di miglioramento sono il preambolo di tanti piccoli miglioramenti scoperti successivamente all’interno del locale, a partire dalla nuova gestione, più dinamica, innovativa e con voglia di crescere.

Le sale sono come mi ricordavo, molto rustiche con pareti in sassi, cemento bianco, soffitti con travi in legno, archi e porte contornate da mattoni rossi. Tutto molto bello, sicuramente più ordinato, meno caotico e più pulito di un tempo a partire dai tavoli apparecchiati in maniera semplice, ma piacevole fino ad arrivare ai dettagli più piccoli, più sottili che non fanno la differenza per l’occhio umano, ma fanno comunque molto piacere a vedersi.

Ci sediamo al tavolo e sfogliamo il menù della “Gina”, subito notiamo piatti molto particolari, ma soprattutto tradizionali, cosa rara in tante trattorie cosiddette tipiche. Ordiniamo come antipasto delle lumache cotte al forno in una terrina con spinaci e formaggio fuso, molto buone, particolari ma non strane, non gommose. Prendiamo anche degli antipasti misti con salumi e formaggi, notiamo la qualità nella scelta della materia prima e ne rimaniamo stupiti.

Come primo chiediamo di assaggiare i casoncelli alla bresciana con burro e salvia, ottimi, saporiti, tanto da cancellare il ricordo di quelli passati, nessuno me ne voglia.

Ed ora il dilemma, prendiamo i tanto acclamati bolliti misti oppure optiamo per la loro consigliatissima fiorentina? Andiamo di fiorentina, scelta giusta, scelta perfetta, arriva al tavolo con tutto il suo splendore. La carne tenerissima, cottura al sangue, gusto strepitoso.
Complimenti allo chef per la scelta della carne.

Servizio veloce, cordiale e familiare come nelle migliori “autentiche trattorie”. Il mio voto non può che essere più che positivo, il ricordo del passato è stato superato dal presente che sicuramente verrà superato nuovamente dal futuro. Bravi “ragazzi”, anche se, scusatemi in anticipo la mia innocente maleducazione, giovani non siete più, ma le vostre idee di crescita, sviluppo sono lodevoli. Spero di tornare presto a trovarvi.

IMG_5374.JPG

IMG_5376.JPG

IMG_5377.JPG

IMG_5379.JPG