Ristorante San Marco, Ponte di Legno (Bs) – Dipendenza da “gnocc de la cùa”…

Passo del Tonale, domenica sera, bollettino nero sulla statale SS42, cosa facciamo?
Semplice, scendiamo tranquilli il passo e ci rechiamo a cena a Ponte di Legno. Parcheggiamo in centro, piccolo giretto tra gli “economicissimi” negozi d’abbigliamento e cerchiamo un posto degno di ospitarci per cena, direi perfetto.

Dopo aver visionato numerosi locali e menù, decidiamo di entrare al famoso e rinomato ristorante San Marco situato verso gli impianti di risalita.

L’ambiente è molto intimo, appartato con travi di legno, muri bianchi ruvidi con inserti in pietra a indicare le porte, oggetti vari in rame, dipinti raffiguranti caricature appesi alle pareti e tantissimo calore.

La proprietaria fin da subito si dimostra una persona squisita, ci accoglie, ci accompagna al nostro tavolino di legno apparecchiato con molta eleganza e ci fa accomodare su delle comode e morbide panche di legno rivestite di tessuto.

Sfogliamo il menù e dopo parecchia indecisione dovuta alle numerose leccornie presenti su di esso, scegliamo, su consiglio dello chef, gli “Gnocc de la cùa” specialità di Ponte di Legno con patate e cipolla e dei ravioli di farina di castagna e polenta ripieni di rosa camuna e aglio orsino.

Dopo poco tempo arrivano gli “Gnocc de la cùa”, notiamo subito la porzione super abbondante e chiediamo al cameriere se ci fosse stato un errore nella comanda, risposta: “no, questa è la porzione singola”. Questi grossi gnocchi irregolari non sono di patate, ma bensì di pane e spinaci e vengono serviti con patate, cipolla e burro fuso. Tanto burro fuso. Sono strepitosi, come da titolo, creano dipendenza. Gli Gnocchi sono molto compatti, duri, il sugo è molto saporito e ricorda vagamente il sapore dei pizzoccheri alla Valtellinese, sicuramente il piatto non è tra i più leggeri.

I ravioli sono molti buoni, la pasta fresca fatta con la farina di castagna e polenta rende la sfoglia leggermente più spessa, ma comunque molto buona e delicata, il ripieno di rosa camuna e aglio orsino è molto azzeccato ed evoca vagamente il sentore del tartufo nero estivo.

Anche se quasi pieni, ci lasciamo tentare da un secondo, così ordiniamo un guancialino di maiale marinato con sale affumicato e patate saltate. Di norma il maiale non si mangia al sangue, ma con questa fantastica marinatura affumicata tutto è possibile, anche il gusto forte del sangue del maiale viene sostituito da un piacevole aroma dolciastro, piatto eccellente in tutto, soprattutto per quella leggera crosticina croccante data dalla scottatura a fiamma alta sulla piastra.

Una cena particolare, piatti della tradizione molto curati e rivisitati con una semplicità assoluta. Location accogliente con personale gentile e premuroso, quindi non posso fare altro che girare il mio pollice verso l’alto e porre questo ristorante sul cucuzzolo della montagna.

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La Briciola, Ponte di Legno (Bs) – Una buona cucina…

Io e la mia ragazza abbiamo appena passato uno splendido weekend al Passo del Tonale, tra fantastiche passeggiate e misteriosi rifugi immersi nella natura più incontaminata.
Come potete immaginare le nostre vacanze non sono fatte di sole passeggiate e così dopo tutta quest’attività fisica ci siamo recati a cena a Ponte di Legno.

Dopo essere stati respinti da vari e rinomati ristoranti per il pienone della serata, si siamo ritrovati di fronte al ristorante pizzeria la Briciola, situato più in alto rispetto al centro del paese, ma comunque sempre lungo il caratteristico torrente Frigidolfo.

Nonostante il locale fosse pieno, la proprietaria ci ha accolto calorosamente invitandoci a sedere a un tavolino sui bordi della sala principale. L’ambiente è il classico stile alpino, con tavoli e sedie di legno chiaro, oserei dire forse un po’ troppo attaccati l’uno all’altro.

Scrutiamo il menù e ordiniamo dei pizzoccheri alla Valtellinese, una pizza margherita e una grigliata mista di carne.

Dopo poco tempo arriva la pizza margherita, bella a vedere, pomodoro e mozzarella di buona qualità, ma l’impasto non mi ha convinto a pieno, forse poco cotta, non saprei.

Arrivano i pizzoccheri alla Valtellinese, porzione super abbondante e al gusto, sapori e consistenze decisamente buoni. Apprezzo il fatto che siano poco unti a differenza di tanti altri pizzoccheri super burrosi mangiati in montagna.

Passano pochi minuti e arriva anche la grigliata mista di carne, costoletta d’agnello molto saporita, fettine di manzo e vitello molto tenere, petto di pollo delicato e purtroppo mi è arrivata una salamella di maiale cruda e un wurstel freddo, decisamente da evitare.

Il servizio della serata è stato molto cordiale e veloce e soprattutto ho apprezzato la simpatia della proprietaria nonostante il locale fosse full.

Un buon ristorante, in cui dovrò riprovare la pizza per dare un giudizio più corretto, lo consiglio per chi vuole mangiare piatti semplici e spendere poco, in un posto che tutto sommato vale la pena provare.

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Prosciutterie Franciacorta, Corte Franca (Bs) – Super culaccia e hamburger di bufalo…di questo posto mi potrei innamorare…

Oggi voglio parlarvi di un posto molto carino trovato per caso lungo il provinciale che da Iseo (Bs) porta a Corte Franca (Bs), la Prosciutterie Franciacorta, una fantastica, deliziosa paninoteca e hamburgheria.

Il locale a linea d’aria sembra facile da raggiungere, ma in realtà bisogna fare un piccolo giro dell’oca perché l’entrata si trova sul retro. Non scoraggiatevi quando all’entrata vi troverete circondati da capannoni.

Parcheggiamo nell’ampio parcheggio e ci rechiamo all’ingresso. All’esterno abbiamo un ambiente semplice, con tavolini di plastica e ombrelloni, l’ingresso è coperto da una “vela” fissata a terra da due tiranti, molto bella da vedere.

L’interno è molto curato, pareti ricoperti da stampe di prosciutti, panini vari etc…, pavimenti in legno ed erba sintetica, quest’ultima molto amata dall’arredatore perché usata molto anche all’esterno, tavoli in legno e una lunga tavolata centrale con sgabelli di paglia. A vista c’è anche un piccolo banco alimentare che mostra tutti i loro salumi km 0 lasciando intendere che tutto è freschissimo.

Ci accomodiamo e sfogliamo il menù, panini con salumi, formaggi, taglieri vari e diversi tipi di hamburger. Ordiniamo un panino con la culaccia, loro cavallo di battaglia, farcito con formaggio e marmellata di fichi e la novità introdotta nel menù, hamburger di bufalo con patatine fritte. Dopo poco tempo arrivano i nostri panini, l’aspetto è magnifico e dopo averli mangiati, possiamo dire lo stesso anche del gusto.

Il panino con la culaccia è davvero molto buono e si nota subito la qualità dell’affettato, il pane tenero, croccante, la formaggella molto buona e la salsa di fichi fantastica. L’hamburger è fenomenale, la carne di bufalo è saporitissima e crea dipendenza, non pensavo. Gli ingredienti della farcitura sono tutti ottimi, dal formaggio fuso, al bacon sbriciolato, alle cipolle caramellate, sono senza parole. Unica nota negativa sono le patatine fritte, buone ma davvero troppo unte.

Una piacevole sorpresa scoperta per caso, un posto che potrebbe diventare un ritrovo, per chi come me ama le cose buone, la compagnia e un ambiente cordiale. Sapete, a scrivere questa recensione mi è venuta davvero fame, se riesco, stasera un salto alle Prosciutterie lo rifaccio volentieri!

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Castello Malvezzi, Brescia – Una cucina raffinata, territoriale, direi stellare…

Oggi vi parlo di un posto incantato, quasi fiabesco, immerso nel verde di una piccola montagna poco sopra Brescia. Un posto magico, dove passare una serata romantica coccolati da un’atmosfera unica e molto raffinata. La location non è facilissima da raggiungere, ma muniti di Gps e seguendo la numerosa segnaletica ci si arriva in un batter d’occhio.

L’entrata è maestosa e sorretta da un enorme cancello che apre le porte ad un lungo viale alberato che porta all’ingresso di un magnifico castello del 600” . Ebbene sì, questo posto “magico” è un vero e proprio castello circondato da 36000 mq di maestosa natura in cui è nato un lussuoso e romanticissimo ristorante, Castel Malvezzi.

Dopo aver ammirato la maestosità del luogo nel breve tour che dall’entrata porta al parcheggio, ci rechiamo verso l’edificio principale, il castello per l’appunto, dove enormi bracieri scoppiettanti seguiti da una simpatica ragazza ci accompagnano all’interno del ristorante.

All’interno è tutto molto regale, ambienti ampi, spazi alti con enormi lampadari sfarzosi, pareti e soffitti coperti da murales che riproduco l’ambientazione della sala di un tempo, enormi specchi “d’oro” di un’epoca passata sono appesi alle pareti e tutto, sottolineo tutto, lascia presagire a una serata magica.

Ci accomodiamo al nostro tavolo, molto ampio, tondo, apparecchiato con lunghe tovaglie bianche, sottopiatti e posate d’argento, bicchieri colorati e vaso trasparente dalla forma bizzarra con all’interno dei fiori.

Su consiglio del mètre, prendiamo un menù gourmet di otto portate creato ad hoc dallo chef, preparato in base agli ingredienti genuini del territorio. Sicuri della nostra scelta, attendiamo con pazienza l’arrivo delle pietanze, allietati da un gustoso stuzzicappetito formato da un cono salato con gelato di panna montata salata e pesto e mini panini e grissini appena sfornati, deliziosi.

Finalmente il nostro percorso alla scoperta del gusto perduto inizia con una fantastica tartare di Fassona dalla presentazione impeccabile, carne strepitosa, condimento perfetto, salsa di soia delicata e leggera.

Oramai lo stomaco è aperto e come per magia ecco che arrivano i primi, risotto mantecato con formaggella di Tremosine con luccio sfogliato al timo e dei malfatti al ragù di coniglio. Risotto eccelso, al dente, mantecato alla perfezione, il luccio al timo dona quel tocco in più, tanto da creare dipendenza. I malfatti sono molto buoni, forse troppo al dente, ma comunque strepitosi accompagnati da un ragù di coniglio molto delicato.

Il nostro stomaco è quasi pieno, ma i secondi non tardano ad arrivare e a ingolosirci. Ci viene servita della coppa di maialino da latte cotta a bassa temperatura e del petto di faraona arrostita con crema di patate e polvere di Calvisius Caviar. La faraona è molto tenera, ripieno saporitissimo e il tocco in più è dato dalla polvere di caviale. Il maialino è fenomenale, posso tranquillamente dire che è il maialino più buono che abbia mai mangiato, tenero, saporito, cotenna croccante, tornerei solo per quello, da stella Michelin.

Arrivano anche i dolci, ma sapete che non sono la mia passione, comunque un complimento alla presentazione della delizia di saturno, una palla di meringa ripiena di frutti di bosco attorniata da un anello di caramello.

Questo posto è finito nel mio prezioso libro dei luoghi preferiti, grazie alla sua ottima vista panoramica predominante sulla città di Brescia, per il servizio veloce e impeccabile e per le pietanze sublimi e indimenticabili, a parer mio degne di una stella. Ci tornerò di sicuro, anche se il prezzo non è proprio abbordabile, perché in questo caso, non bisogna guardare il portafoglio, ma seguire il proprio cuore.

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Ai Ciliegi, Iseo (Bs) – Vi presento sua maestà Cotoletta Farcita…

Io adoro le cotolette, ne vado matto, potrei mangiarle ogni giorno senza mai stancarmi, più sono grandi e più mi fanno impazzire, per questo quando mi hanno parlato di un posto in cui vengono servite enormi cotolette non ho saputo resistere, soprattutto dopo che mi hanno anche riferito che si potevano farcire come delle vere e proprie pizze. Così, una domenica sera, armati della fame più cupa, ci siamo recati all’assalto della fortezza di sua maestà “Orecchia d’Elefante XXXXL”.

Il locale è situato poco sopra Iseo, provincia di Brescia, con posizione dominante su tutto il lago. Stiamo parlando della storica birreria ai Ciliegi che nel tempo si è evoluta in trattoria, pizzeria e cotoletteria.

All’esterno è una grossa casa bianca a due piani con una veranda “fai da te” vista lago, l’ingresso è molto spartano con vista cella frigo sulla destra e un insegna molto vecchia, a parer mio nata insieme al locale. Entriamo all’interno da un’accesa porta rossa e siamo accolti calorosamente da una simpatica signora “molto appariscente”, notiamo subito l’ambiente molto familiare e ne siamo piacevolmente colpiti.

L’arredamento è molto rustico, completo di chincaglierie prese da ipotetici viaggi all’estero, strumenti musicali in ottone appesi al muro, un vecchio camino in cui il proprietario, con passione, cuoce della carne sulla brace, particolari lampade a forma di lanterna sopra il bancone di marmo del bar e una spillatrice della birra tutta cromata che fa da angolo. La seconda sala, dove è ubicato il nostro tavolo, ha uno stile leggermente diverso, sulle pareti di legno numerosi oggetti vintage, quadri goliardici e vuoti di bottiglia di birra a riempire le numerose mensole sui muri.

Ci accomodiamo al nostro tavolo apparecchiato con una bella tovaglia a quadretti bianchi e rossi e iniziamo a spulciare meticolosamente il menù, anche se sappiamo già che la nostra missione si chiama “cotoletta storm”. Ordiniamo due cotolette farcite e dopo circa 30 minuti d’attesa, finalmente arrivano con tutto il loro maestoso splendore. Il primo impatto è micidiale, ti disorientano, ti spiazzano, solo dopo lo choc iniziale realizzi che quelle gigantesche fette di carne impannata a breve si troveranno nel tuo stomaco. La mia cotoletta è farcita con funghi porcini, fontina e grana, l’altra con pomodoro, mozzarella e olive. I condimenti sono molto buoni, ma la vera regina è questa enorme cotoletta di maiale. Carne tenerissima quasi fosse vitello, impanatura perfetta che non lascia intravvedere quegli odiosi buchi creati da una pessima cottura, perché si capisce subito che è cotta alla perfezione e che le tracce di unto sono quasi inesistenti.

Da amante delle cotolette posso solo dirvi che ho trovato un posto molto valido dove mangiare ottime cotolette, posto sconsigliato ai “fighettini” e chi ne fa le veci, posto consigliato a chi vuole stare in compagnia, ridere e sentirsi come a casa. Posso solo dire che non vedo l’ora di tornare per mangiarmi un’altra fantastica cotoletta farcita, magari con la possibilità di scegliere singolarmente gli ingredienti.

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Trattoria l’Arcangelo, Brescia – Gnocco fritto, tigelle, salumi e che primi…

L’attesa ne è valsa davvero la pena…ecco cosa ho detto alla simpatica proprietaria finito di mangiare.
Desidero iniziare così la mia recensione perché se dovessi partire dall’inizio, darei una cattiva, ma non veritiera impressione del locale, in quanto ci siamo trovati veramente bene…

Siamo a Brescia alla porte della trattoria Arcangelo che scopriamo essere una vera e propria chiesa sconsacrata, bellissima. Entriamo e siamo accolti dalla titolare che ci accompagna al nostro tavolo, notiamo subito un ambiente rustico, informale, familiare, gradevole che mantiene tutte le caratteristiche della chiesa, arcate, affreschi, quadri etc… Sedie di legno e paglia, tavoli di legno scuro apparecchiati con semplici tovagliette di carta, tutto molto semplice, quasi spartano pur mantenendo una “sua eleganza”. Siamo seduti al tavolo, c’è molta gente, il locale è pieno di mercoledì e questo è un buon segno, o forse no? Ci tocca aspettare 1 ora prima che arrivino gli antipasti, si scusano in continuazione e noi ci tranquillizziamo grazie a questo ambiente “spirituale”.

Finalmente iniziano ad arrivare i salumi, seguiti dal gnocco fritto, dalle tigelle, dai formaggi, dallo strudel salato e dalla polenta con il gorgonzola, tutto molto buono, salumi nostrani, formaggi freschi, gnocco fritto esageratamente buono, tigelle morbidissime e uno strudel salato con formaggio e verdure che era la fine del mondo. Il nostro stomaco è già pieno, ma ci lasciamo tentare da un tris di primi serviti in delle grosse ciotole di terracotta. Partiamo dai casoncelli di carne con zucca, pasta sottilissima, ripieno molto particolare, dolce e delicato. Poi arrivano le tagliatelle ai funghi, pasta fresca fresca, sugo saporito e funghi freschissimi. Per ultimo arrivano i pizzoccheri alla valtellinese, il piatto che ho apprezzato di più di tutti, che dire, fantastici, ogni commento in più sarebbe superfluo.

Una trattoria diversa dal solito con una qualità che va ben oltre gli standard, servizio forse un po’ lento, ma ci è stato assicurato che hanno solo avuto problemi con il personale, che nonostante la nostra lunga iniziale attesa, vedevamo darsi da fare freneticamente tra i tavoli cercando di accontentare tutti. Sicuramente ci torneremo, magari in compagnia per occupare una grossa tavolata di legno, con la nostra simpatica amica cameriera 72enne (ce l’ha detto lei) che ci ha fatto sorridere tutta sera, dicendomi ogni volta: “Dai maia, mandulì”.

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I monaci sotto le stelle, Brescia – Gnocco fritto e salumi in chiesetta sconsacrata…

Su consiglio di amici ci siamo recati a mangiare in un ristorante molto suggestivo, situato all’interno di una vecchia chiesa sconsacrata. Il posto si chiama “i Monaci sotto le stelle”, facile da raggiungere e molto bello da vedere. All’entrata il ristorante è diviso in due parti, quella più moderna sulla sinistra con sedie colorate e quadri di arte contemporanea e la parte diciamo “antica” sulla destra. Nella parte antica, della chiesetta, troviamo dei tavoli di legno scuro, apparecchiati in modo semplice e con delle tazze da tè invece dei soliti bicchieri, idea bellissima. Guardandosi intorno si nota una certa spiritualità e sfarzo del “tempo che fu”, modernizzato da grossi quadri fotografici rappresentanti il mare. Degni di nota i bellissimi i candelabri a soffitto fissati ai tiranti del tetto e la statua del “principe pensante” (chiamata così da me) posizionata in alto dentro un pertugio dove un tempo credo ci fosse il crocifisso.

Su consiglio del cameriere scegliamo il menù di carne che comprende come antipasto salumi misti, sottoli, crocchette di formaggio e gnocco fritto. I salumi sono di ottima qualità, saporiti e freschi, forse gli avrei tagliati più sottili, ma comunque molto buoni. I sottoli sono nella media e la marmellatina di cipolle molto buona. Le crocchette di formaggio sono filanti e ben fritte. Gli gnocchi fritti sono strepitosi, poco unti e fantastici abbinati ai salumi.

Come secondo arriva una grigliata di carne composta da controfiletto di manzo, fusi di pollo, salamina e wurstel accompagnati da patate fritte e verdure alla griglia. Purtroppo la qualità della carne non è per niente equiparabile a quella dei salumi. Il controfiletto, anche se molto tenero, ha un sapore e un colore strano, non saprei dirvi il motivo, peccato. Il würstel è poco romantico, ma ci può stare, la salamina è leggermente bruciacchiata, ma comunque di ottima qualità, mentre il pollo era molto buono e super croccante.

Come dicevo all’inizio della recensione, la location è molto suggestiva e merita di essere visitata. Peccato per l’inconveniente con la carne, ma sono sicuro che sia stato solo un caso, dato gli ottimi giudizi che mi sono stati dati prima di andarci. Tornerò presto in questo locale, per gustarmi nuovamente il gnocco fritto e dargli modo di rifarsi con la carne. A proposito, le porzioni sono davvero abbondanti.

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