Al Guelfo Negher, Riva di Solto (Bg) – Un buon pesce di lago…

Sabato pomeriggio io e la mia ragazza abbiamo fatto un bel giretto in moto lungo la costa del lago d’Iseo, verso sera abbiamo fatto sosta a Riva di Solto, con aperitivo in riva al lago. Tra uno spritz e una chiacchierata è arrivata l’ora della cena e su consiglio di gente del posto ci siamo recati a mangiare del pesce di lago presso un ristornate della zona.

Il locale purtroppo non è in riva al lago, ma si trova comunque sopra il paese ed è viziato da un’incantevole vista panoramica. Il nome del posto è alquanto bizzarro, ristorante – vineria al Guelfo Negher, un nome un programma!

Arrivati a destinazione, parcheggio la moto e da buon grafico pubblicitario rimango inorridito nel vedere l’insegna esterna del locale, scritta a mano con una bomboletta spray e ho sperato per loro fosse solo provvisoria!

Il ristorante è all’interno di una casa a più piani, entriamo dopo aver fatto una breve scalinata e notiamo un sostanzioso cambiamento tra il dentro e fuori, l’ambiente è molto caldo, di buon impatto visivo. Siamo accolti dalla giovane cameriera che ci fa accomodare in un tavolino all’esterno con una meravigliosa vista panoramica del lago.

Arriva lo chef e ci da dei consigli su cosa mangiare, notiamo subito la passione e la dedizione che questa persona trasmette per il cibo del suo territorio e ne rimaniamo molto colpiti e quindi ci affidiamo completamente a lui e alla sua cucina.

Dopo una piccola attesa arrivano gli antipasti, insalatina di code di gamberi d’acqua dolce, sardina secca di lago, trota affumicata e anguilla in carpione. I gamberi erano molto teneri e dolci, la sardina non era troppo salata e molto gustosa, la trota era delicata, leggera a differenza dell’anguilla in carpione piena di cipolla, come vuole la tradizione.

Finito l’antipasto arriva il primo piatto, del risotto al persico e uova di trota. E qui la sorpresa, nell’assaggiare il riso ho notato subito un’insipidità totale, stavo per farlo notare allo chef quando mi sono ricordato che le uova di trota sono molto salate, quindi ho mischiato riso e uova e ho assaggiato un piatto davvero molto buono, equilibrato e curioso.

Come secondo è arrivato del gratinato di pesce di lago, tra cui il pesce persico, la bottatrice e il filetto di trota. Il persico era molto buono, tenero e soprattutto nostrano. La trota era cotta a puntino e molto saporita, la bottatrice, aveva un retrogusto amarognolo, comunque molto gradevole.

Ripeto che sono stato molto colpito dalla professionalità nel servizio e soprattutto dall’attenzione che lo chef da ai suoi commensali. Un buon ristorante con ottime potenzialità e cibo del territorio. Sono sicuro che se cambiasse l’insegna si fermerebbero molte più persone, anche se i suoi “affezionati” saranno sempre presenti.

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Gusta l’Italia, Lovere (Bg) – Che spettacolo, bravi ragazzi…

Splendida cena a base di pesce in un fantastico locale situato nella sponda bergamasca del lago d’Iseo, più precisamente a Lovere. Piatti semplici e curati derivati dall’autentica e unica cucina mediterranea. Il locale è gestito da due ragazzi giovani molto simpatici che sanno il fatto il loro in materia di cucina e cordialità. Ottimi gli antipasti di mare con vari assaggini, tra cui salmone affumicato in casa, insalatina di seppia, verdurine e balsamico, guscio di capesanta con salmone e besciamella e altre cose molto buone e sfiziose.
Come primo piatto, ottime le orecchiette con zola, zafferano e gamberi, molto saporite e leggere nonostante il formaggio e cottura perfettamente al dente. Per secondo abbiamo preso un superlativo polpo alla Luciana dalla tenerezza incredibile e dal sapore molto delicato.
Locale veramente carino, riservato e con un accoglienza familiare. Sicuramente ci ritornerò per lasciarmi nuovamente stupire e deliziare il palato.

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il Golosone Gastronomia, Sarnico (BG) – Un Natale con i fiocchi…

Ebbene sì, siamo quasi a Natale e quindi inizia il tanto temuto periodo dell’ingrasso. È tempo di cene, pranzi, buffet, happy hour etc… È tempo di togliersi qualche sfizio e soprattutto è tempo di regali, che siano piccoli, medi, grandi, enormi, buoni, belli o brutti non importa, l’importante è che siano fatti con il cuore. Io questo Natale sceglierò prevalentemente regali enogastronomici, sempre apprezzati e sempre di moda. Voglio darvi qualche consiglio per i vostri acquisti, voglio indirizzarvi su due strade. La prima strada è la più semplice, quella del supermercato, dove troverete enormi cesti accatastati senz’anima a prezzi medio/alti con prodotti industriali di media/buona qualità, dove troverete salumi, formaggi e gastronomia a prezzi aumentati in maniera spropositata per il periodo natalizio. La seconda strada è più complicata, quella che ti consente di scegliere tante stradine secondarie per arrivare alla tua metà finale, questa è la strada delle botteghe di paese, delle gastronomie, delle enoteche, del piccolo macellaio, del panettiere, della drogheria etc., dove noi scegliamo personalmente cosa prendere, cosa assaggiare e cosa odorare. Questa strada è quella che io scelgo, l’unica direzione possibile per sentirmi pienamente appagato. Ora colgo l’occasione per fare la mia piccola e saltuaria “pubblicità gratuita” ai miei futuri suoceri che gestiscono “il Golosone gastronomia” a Sarnico da 25 anni, persone splendide che ho imparato a conoscere negli anni, mi hanno insegnato tanti trucchi del mestiere e soprattutto mi hanno sopportato con le mie mille domande e curiosità. La qualità nella materia prima e l’attenzione nei dettagli sono la prima cosa che ho notato subito, il loro banco gastronomia sprizza di colori vivaci e di golosità, dal pesce alla carne, dalla frutta alla verdura e dalla tradizione all’innovazione. A volte mi arrabbio perché insisto nel fargli aumentare i prezzi, ma loro mi rispondono semplicemente che se sono arrivati fino a qui è perché hanno sempre avuto cura del cliente e del loro portafoglio, concetto da me non tanto condiviso. Il negozio in questo periodo natalizio è un enorme pacco regalo pieno di ogni cosa, panettoni, dolciumi, paste, risotti, vini, distillati etc. Non voglio dilungarmi troppo in descrizioni scontate e che neanche andrete a leggere, voglio piuttosto regalarvi un piccolo book fotografico che ho scattato all’interno di questo paradiso del “gourmet”. Io ho provato quasi tutto, i miei kg extra possono confermarlo, ma se dovessi darvi un consiglio, vi direi di provare i sott’oli, le confetture, le salsine, i sughi, i piatti pronti e la frutta sciroppata che fanno loro artigianalmente come si faceva una volta, posso garantire che ogni ingrediente è inserito nel barattolo a mano. Con questo vi auguro una buona visione delle fotografie e se passate a trovarli ditegli che vi manda Marino&Cucino e magari vi regaleranno qualcosa. Spero non mi uccidano per questa mia iniziativa, ma sono pur sempre un pubblicitario!!!
P.s. per i cesti natalizi tirate matto Aurelio e vi farà fare un figurone.

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Kanton Restaurant, Capriate San Gervasio – Sapori veri, unici differenti dal “solito cinese”…

In un’Italia invasa da ristoranti cinesi di becera qualità, fritti unti e carni di dubbia provenienza posso dire di avere trovato la pace dei sensi in un vero e autentico ristorante cinese con pochi fritti fatti bene, cotture leggere al vapore, “paste” fatte in casa e una varietà infinita di tè. Sto parlando del Kanton Restaurant a Capriate Gervasio, un angolo di paradiso situato al piano terra di un grosso stabile che credo prima della crisi abbia visto giorno migliori. Appena entrati nel locale, si percepisce subito quell’atmosfera cordiale che tanto amo. Siamo accolti da una ragazza che ci accompagna al nostro tavolo e da subito non si può non notare l’eleganza del posto e del suo stile orientale modernizzato. Basta guardare il soffitto, formato da pezzi di legno regolari fissati a caduta dalla parete e le enormi campane bianche poste sopra il bancone del bar per capire che è un posto che si prende cura di ogni dettaglio. Ci sediamo e notiamo subito il menù, non fatto di carta ma fatto da un tessuto piacevole al tatto, apriamo e scopriamo le meraviglie che questo posto ha da offrirci.

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Come antipasto prendiamo i ravioli di carne con nespole selvatiche e ravioli di maialino ed erba cipollina jucal. I primi sono molto buoni e le nespole selvatiche danno quel tocco dolciastro che contrasta alla perfezione il salato della carne. I ravioli di maialino sono immersi in un brodo quasi denso dal sapore di erba cipollina, sono molto saporiti e molto differenti dai soliti ravioli “finti cinesi”.

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Come primo piatto abbiamo scelto i bastoncini di gnocchi al profumo di fungo e il ramen wencheng in sugo di maialino. Questi bastoncini dalla consistenza dura e gommosa sono strepitosi e il profumo di fungo valorizza il piatto senza invadere. Questa versione del ramen, che di solito è in brodo, è strepitosa, ci sono questi “mega spaghettoni” fatti a mano dal diametro di 5 mm saltati con un sugo di maialino molto saporito.

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Siamo oramai abbastanza pieni ma la bontà delle precedenti portate non ha voluto dare pietà ai secondi piatti e quindi abbiamo proseguito con un maialino cotto al vapore con semi di soia fermentati e riccio di branzino in agrodolce. E qui arriviamo all’apice del gusto, un maialino di una tenerezza infinita con un gusto delicato e deciso allo stesso tempo. E un branzino “quasi fritto”, presentato a regola d’arte e cosparso da una salsa strepitosa di cui potresti diventarne dipendente.

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E ora, come vuole la tradizione cinese è arrivato il momento del tè, un momento di meditazione e come dicevo prima “pace dei sensi”. Abbiamo scelto da una lunga lista un tè affumicato accompagnato da bung d’anatra disidratata al pepe di Sichuan. Il tè ha un retro gusto di “speck”, non fraintendetemi è molto buono e soprattutto se accompagnato da queste palline pastellate e fritte con all’interno anatra disidratata e tanto pepe, forse troppo per i miei gusti. Il rito vuole che dopo un morso di bung si debba immediatamente bere un bicchiere di tè per far sprigionare tutto il suo aroma.

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Ottimo locale, personale di una gentilezza squisita, pensate che sono venuti al tavolo più volte a spiegarci tutto quello che stavano mangiando e come andava mangiato per avvicinarci il più possibile alla loro cultura. La cucina a vista è molto ordinata e all’interno numerosi chef si danno da fare a deliziare i palati dei commensali. Per finire, come spesso vi dico, Groupon è un ottimo strumento pubblicitario che a volte funziona e a volte no, in questo caso con me ha funzionato e non vedo l’ora di tornare in questo posto per poter dire di essere stato per la seconda volta in Cina senza spostarmi quasi da casa.

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Osteria vineria Bacco Matto, Bergamo – Salumi, polenta e picanha…

Eccomi tornato a recensire dopo un po’ di astinenza da ristoranti & co L’altra sera siamo stati a mangiare a Bergamo all’osteria vineria Bacco Matto, un posticino molto carino a due passi dall’autostrada. Appena arrivati capisci subito di trovarti nella capitale orobica causa la difficoltà nel trovare parcheggio, ma seguendo la via dietro al locale, dopo 500 m circa potrai iniziare a scorgere alcuni posti liberi. L’osteria è posizionata ai piedi di un grande condominio formato da enormi blocchi di cemento, l’entrata si presenta con un torchio gigante posizionato in mezzo a due alberelli addobbati con luci a led tipo natalizie che portano all’ingresso passando per un piccolo tunnel rosso dove padroneggia il nome del locale. Entrando si nota una calda e cordiale atmosfera, di fronte ai propri occhi si trova un bancone macelleria con annesso braciere a legna dove viene cotta la carne, sulla destra si trova un bancone enorme pieno zeppo di formaggi, non adatto a chi ha il colesterolo alto e superandolo ci troviamo nella saletta principale tutto piena di mobili e dispense con tantissimi vini. Ci accomodiamo in uno dei tavolini in legno apparecchiati con una tovaglietta di carta con tanto di sponsor (ottima idea a parer mio), posate, bicchiere acqua e vino, condimenti all’italiana (olio evo, aceto, sale e pepe) e piccola candela quasi romantica. Ci viene portato un piccolo aperitivo e la carta dei menù, mentre per il vino ci viene portato un iPad con tutte l’etichetta disponibili (spettacolare). Ordiniamo un antipasto di salumi con polpettine di carne al sugo, polenta macinata a pietra con formaggi e la picanha di black angus Australia, da me tanto amata (sarebbe il cordone di manzo). Gli antipasti di salumi, come quasi sempre nei nostri tour gastronomici, sono molto buoni, un plauso alla pancetta che di solito la lascio sempre indietro e invece l’ho divorata. Le polpettine non erano malvagie, forse troppo cotte a differenza del sugo che era molto buono e saporito. La polenta era buona, per quanto sappiate non la ami, i formaggi strepitosi e porzione enorme, praticamente per 4 persone. Ora arriviamo alla Picanha, pezzo minimo 6 etti, ero solo a mangiarla, Daisy mi ha abbandonato dopo l’antipasto, ma ci sono riuscito. Cotta al sangue, grasso tenerissimo che si scioglieva in bocca, sapore unico e delizioso, stavo impazzendo da quando fosse buona.
Non abbiamo bevuto vino, anche se le etichette sono davvero tante. Che posso dirvi, ho fatto una mega scorpacciata e sono sicuro che tornerò a breve in questo posto per assaggiare le sue molteplici bontà.

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i Giardini al Lago, Predore (Bg) – Scialatielli di mare e frittura di pesce…

Una serata tranquilla, dopo un aperitivo in riva al lago, non poteva che concludersi con un ottima cena. Anche se l’idea iniziale era una bella pizza low cost. Così ci siamo recati a mangiare a Predore in uno dei quattro ristoranti del paese, per l’appunto i Giardini al Lago. Dall’esterno non si può capire che volto possa avere il ristorante, perché situato più basso rispetto al livello del parcheggio e coperto dagli archi del porticato che ospitano l’entrata. Ci accomodiamo all’interno e un cordiale cameriere ci accompagna in veranda. Passando tra i tavoli notiamo un atmosfera calda e familiare (quella che amo di più tra tutte) e i tavoli apparecchiati con molta fantasia e cura del dettaglio.
Ci vengono dati i menù e dopo pochi minuti siamo pronti per ordinare.

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Come primi piatti abbiamo preso gli scialatielli di mare e quelli alle vongole. Non c’è dubbio che gli scialatielli erano freschi e fatti in casa, per quanto riguarda il condimento posso solo dire che il primo era molto buono e molto generoso di pesce, tutto molto fresco e saporito, quelli alle vongole erano leggermente salati per i miei gusti, ma la mia ragazza gli ha mangiati senza indugio.

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Per secondo abbiamo preso un bel fritto misto, piatto che mangiamo spesso nelle nostre uscite a cena, questa volta era davvero misto perché pesce di mare e pesce di lago venivano serviti insieme. Calamari, Gamberoni, Salmerino e pesciolini, tutto poco unto, molto croccante e accompagnato da una pesca tagliata a spicchi (non fritta), abbinamento alquanto azzardato, ma tutto sommato azzeccato.

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Buon posto per passare una piacevole serata a due passi dal lago, personale cordiale e efficiente, proprietario creativo e che sa il fatto suo. Dovrò tornare presto a gustare la sua meravigliosa pizza di mare, dove in vetta domina un bellissimo astice che è stato messo a sorvegliare gli altri molluschi, crostacei e pesci.

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