1 anno di te…caro il mio Blog…

Ebbene sì, oggi Marino & Cucino compie un anno, come vola il tempo!!! Quando ho iniziato questa mia avventura non avrei mai pensato di andare oltre il mese, invece passo dopo passo, critica dopo critica sono migliorato e ho portato la mia passione ad un livello superiore.

Ora sono qui, commosso, eccitato, felice, pensieroso e con tanta voglia di proseguire questo cammino insieme a voi, perché è solo grazie a voi che io vado avanti, è solo grazie ai vostri continui apprezzamenti che trovo il tempo di scrivere, anche quando di tempo purtroppo non ce n’è.

Che cosa aspettarsi dal futuro? Spero che per Natale sia pronto il mio primo libro di cucina, naturalmente non sarà il solito libro “maestro” palloso, ma qualcosa di veramente innovativo.

Non voglio divulgarmi troppo e quindi in quest’occasione speciale voglio regalarvi una classifica delle mie ricette preferite, seguite da quelle peggiori, non immangiabili ma molto discutibili.

Vi lascio alle foto con annesso link alla ricetta e vado a preparare la cena festeggiamento di stasera, jamon Iberico Patanegra, sushi di carne al BBQ e tantissimi adorabili gamberi…

RICETTE AL TOP

https://marinoecucino.com/2014/05/09/linguine-gamberi-e-bottarga-mantecate-al-pecorino/

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https://marinoecucino.com/2015/05/01/tagliatelle-verdi-con-gamberetti-rosa-vongole-e-barba-di-frate/

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https://marinoecucino.com/2015/04/26/ravioloni-ripieni-di-scampi-mozzarella-di-bufala-prosciutto-crudo-e-patate-al-sugo-di-funghi-e-brodo-di-crostacei/

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https://marinoecucino.com/2015/02/22/ravioli-ripieni-di-radicchio-rosso-tardivo-ricotta-di-capra-e-cipollotti-caramellati-al-prosecco/

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https://marinoecucino.com/2015/01/13/gnocchi-di-bietola-e-patate-ripieni-di-speck-e-scamorza/

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https://marinoecucino.com/2014/11/10/carnaroli-al-nero-di-seppia-dadolata-di-zucca-e-calamari-arricciati/

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https://marinoecucino.com/2015/03/31/linguine-con-tonno-sottolio-pangrattato-prezzemolo-e-colatura-dalici-di-cetara/

7

https://marinoecucino.com/2015/03/30/risotto-con-crema-di-burrata-polvere-croccante-di-culatello-e-ristretto-di-rose/

8

https://marinoecucino.com/2015/02/11/linguine-con-scampi-vongole-fumetto-di-scampi-al-pomodoro-e-pesto-liquido/

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https://marinoecucino.com/2014/10/30/una-carbonara-davvero-speciale/

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https://marinoecucino.com/2015/03/16/conchiglie-con-salsiccia-e-bietole-in-foglia-croccanti/

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https://marinoecucino.com/2015/03/11/penne-culatello-primo-sale-e-bottarga-di-muggine/

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https://marinoecucino.com/2015/04/27/risotto-ai-tre-cereali-con-baccala-profumato-al-timo-limonato-cappuccio-bianco-datterini-e-formaggio-fresco-di-capra/

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RICETTE NON PROPRIO AL TOP

https://marinoecucino.com/2014/06/26/tarte-marin-con-pomodori-caramellati-mozzarella-e-luganiga-piccante/

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https://marinoecucino.com/2014/05/13/casarecce-al-nero-di-seppia-con-ragu-di-pesce-spada-e-pesto-di-pomodori-verdi/

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https://marinoecucino.com/2014/05/29/day-4-giovedi-orecchiette-con-bufala-gamberi-datterini-e-maionese-di-kiwi-al-basilico/

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https://marinoecucino.com/2015/04/19/sogliola-infarinata-alla-worchester-con-crema-di-acciughe-e-asparagi-selvatici/

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https://marinoecucino.com/2014/08/11/ma-arriva-lestate-zuppetta-di-crostacei-allamatriciana-con-cialde-di-pecorino/

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https://marinoecucino.com/2014/10/13/scorfano-zucchine-e-patate-gratin/

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https://marinoecucino.com/2015/01/20/spatzle-con-mortadella-finferli-sottolio-e-crema-di-peperoni/

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https://marinoecucino.com/2014/05/30/day-5-venerdi-orecchiette-con-lenticchie-mortadella-e-crema-di-ricotta-al-basilico/

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https://marinoecucino.com/2014/06/14/gamberoni-saltati-con-bresaola-e-crescenza/

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https://marinoecucino.com/2014/07/27/zuppa-freddina-fagiola-e-bufala/

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Castello Malvezzi, Brescia – Una cucina raffinata, territoriale, direi stellare…

Oggi vi parlo di un posto incantato, quasi fiabesco, immerso nel verde di una piccola montagna poco sopra Brescia. Un posto magico, dove passare una serata romantica coccolati da un’atmosfera unica e molto raffinata. La location non è facilissima da raggiungere, ma muniti di Gps e seguendo la numerosa segnaletica ci si arriva in un batter d’occhio.

L’entrata è maestosa e sorretta da un enorme cancello che apre le porte ad un lungo viale alberato che porta all’ingresso di un magnifico castello del 600” . Ebbene sì, questo posto “magico” è un vero e proprio castello circondato da 36000 mq di maestosa natura in cui è nato un lussuoso e romanticissimo ristorante, Castel Malvezzi.

Dopo aver ammirato la maestosità del luogo nel breve tour che dall’entrata porta al parcheggio, ci rechiamo verso l’edificio principale, il castello per l’appunto, dove enormi bracieri scoppiettanti seguiti da una simpatica ragazza ci accompagnano all’interno del ristorante.

All’interno è tutto molto regale, ambienti ampi, spazi alti con enormi lampadari sfarzosi, pareti e soffitti coperti da murales che riproduco l’ambientazione della sala di un tempo, enormi specchi “d’oro” di un’epoca passata sono appesi alle pareti e tutto, sottolineo tutto, lascia presagire a una serata magica.

Ci accomodiamo al nostro tavolo, molto ampio, tondo, apparecchiato con lunghe tovaglie bianche, sottopiatti e posate d’argento, bicchieri colorati e vaso trasparente dalla forma bizzarra con all’interno dei fiori.

Su consiglio del mètre, prendiamo un menù gourmet di otto portate creato ad hoc dallo chef, preparato in base agli ingredienti genuini del territorio. Sicuri della nostra scelta, attendiamo con pazienza l’arrivo delle pietanze, allietati da un gustoso stuzzicappetito formato da un cono salato con gelato di panna montata salata e pesto e mini panini e grissini appena sfornati, deliziosi.

Finalmente il nostro percorso alla scoperta del gusto perduto inizia con una fantastica tartare di Fassona dalla presentazione impeccabile, carne strepitosa, condimento perfetto, salsa di soia delicata e leggera.

Oramai lo stomaco è aperto e come per magia ecco che arrivano i primi, risotto mantecato con formaggella di Tremosine con luccio sfogliato al timo e dei malfatti al ragù di coniglio. Risotto eccelso, al dente, mantecato alla perfezione, il luccio al timo dona quel tocco in più, tanto da creare dipendenza. I malfatti sono molto buoni, forse troppo al dente, ma comunque strepitosi accompagnati da un ragù di coniglio molto delicato.

Il nostro stomaco è quasi pieno, ma i secondi non tardano ad arrivare e a ingolosirci. Ci viene servita della coppa di maialino da latte cotta a bassa temperatura e del petto di faraona arrostita con crema di patate e polvere di Calvisius Caviar. La faraona è molto tenera, ripieno saporitissimo e il tocco in più è dato dalla polvere di caviale. Il maialino è fenomenale, posso tranquillamente dire che è il maialino più buono che abbia mai mangiato, tenero, saporito, cotenna croccante, tornerei solo per quello, da stella Michelin.

Arrivano anche i dolci, ma sapete che non sono la mia passione, comunque un complimento alla presentazione della delizia di saturno, una palla di meringa ripiena di frutti di bosco attorniata da un anello di caramello.

Questo posto è finito nel mio prezioso libro dei luoghi preferiti, grazie alla sua ottima vista panoramica predominante sulla città di Brescia, per il servizio veloce e impeccabile e per le pietanze sublimi e indimenticabili, a parer mio degne di una stella. Ci tornerò di sicuro, anche se il prezzo non è proprio abbordabile, perché in questo caso, non bisogna guardare il portafoglio, ma seguire il proprio cuore.

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Ai Ciliegi, Iseo (Bs) – Vi presento sua maestà Cotoletta Farcita…

Io adoro le cotolette, ne vado matto, potrei mangiarle ogni giorno senza mai stancarmi, più sono grandi e più mi fanno impazzire, per questo quando mi hanno parlato di un posto in cui vengono servite enormi cotolette non ho saputo resistere, soprattutto dopo che mi hanno anche riferito che si potevano farcire come delle vere e proprie pizze. Così, una domenica sera, armati della fame più cupa, ci siamo recati all’assalto della fortezza di sua maestà “Orecchia d’Elefante XXXXL”.

Il locale è situato poco sopra Iseo, provincia di Brescia, con posizione dominante su tutto il lago. Stiamo parlando della storica birreria ai Ciliegi che nel tempo si è evoluta in trattoria, pizzeria e cotoletteria.

All’esterno è una grossa casa bianca a due piani con una veranda “fai da te” vista lago, l’ingresso è molto spartano con vista cella frigo sulla destra e un insegna molto vecchia, a parer mio nata insieme al locale. Entriamo all’interno da un’accesa porta rossa e siamo accolti calorosamente da una simpatica signora “molto appariscente”, notiamo subito l’ambiente molto familiare e ne siamo piacevolmente colpiti.

L’arredamento è molto rustico, completo di chincaglierie prese da ipotetici viaggi all’estero, strumenti musicali in ottone appesi al muro, un vecchio camino in cui il proprietario, con passione, cuoce della carne sulla brace, particolari lampade a forma di lanterna sopra il bancone di marmo del bar e una spillatrice della birra tutta cromata che fa da angolo. La seconda sala, dove è ubicato il nostro tavolo, ha uno stile leggermente diverso, sulle pareti di legno numerosi oggetti vintage, quadri goliardici e vuoti di bottiglia di birra a riempire le numerose mensole sui muri.

Ci accomodiamo al nostro tavolo apparecchiato con una bella tovaglia a quadretti bianchi e rossi e iniziamo a spulciare meticolosamente il menù, anche se sappiamo già che la nostra missione si chiama “cotoletta storm”. Ordiniamo due cotolette farcite e dopo circa 30 minuti d’attesa, finalmente arrivano con tutto il loro maestoso splendore. Il primo impatto è micidiale, ti disorientano, ti spiazzano, solo dopo lo choc iniziale realizzi che quelle gigantesche fette di carne impannata a breve si troveranno nel tuo stomaco. La mia cotoletta è farcita con funghi porcini, fontina e grana, l’altra con pomodoro, mozzarella e olive. I condimenti sono molto buoni, ma la vera regina è questa enorme cotoletta di maiale. Carne tenerissima quasi fosse vitello, impanatura perfetta che non lascia intravvedere quegli odiosi buchi creati da una pessima cottura, perché si capisce subito che è cotta alla perfezione e che le tracce di unto sono quasi inesistenti.

Da amante delle cotolette posso solo dirvi che ho trovato un posto molto valido dove mangiare ottime cotolette, posto sconsigliato ai “fighettini” e chi ne fa le veci, posto consigliato a chi vuole stare in compagnia, ridere e sentirsi come a casa. Posso solo dire che non vedo l’ora di tornare per mangiarmi un’altra fantastica cotoletta farcita, magari con la possibilità di scegliere singolarmente gli ingredienti.

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Barboglio De Gaioncelli, Corte Franca (Bs) – Cucina sublime in Franciacorta…

Ieri sera, ospiti di amici, ci siamo recati a mangiare tra le stupende viti della Franciacorta, in un oramai rinomato ristorante situato in un piccolo paesino in provincia di Brescia, Corte Franca.

Appena arrivati, notiamo subito che non si tratta del solito ristorante – cascina – cantina ristrutturato ad hoc come tanti, ma sembra qualcosa di più, qualcosa di bello e piacevole da vedere. Si entra in questa piccola corte immersa tra alte e possenti mura di ciottolato, con un giardino molto curato arredato con dei bancali tinteggiati di bianco messi a formare panche e tavolini.

L’entrata al ristorante è sorretta da una porta automatica scorrevole, si salgono delle scale e ci sono trova nella sala con il bar, bella, creativa e molto accogliente a prima vista. Dopo aver lasciato i capotti al proprietario, siamo stati accompagnati in un altra sala passando per un corridoio.

Ci accomodiamo al nostro bel tavolo tondo e iniziamo a guardarci in giro notando un tipo di eleganza molto sobria, con accenni a una specie di vintage, “già vintage negli 60”. C’è un mappamondo antico di colore marrone, alcuni calendari d’argento, un caminetto nascosto da un armadietto antico, pareti di ciottolato, soffitto con travi a vista marroni ed enormi vetrate che si affacciano sul cortile e sulle vigne. Tutto lascia presagire a una serata perfetta, anche la tavola era bellissima, apparecchiata con tovaglie nere, bicchieri storti e piattini oblunghi.

Ci consegnato in mano un menù di grandezza epica, direi forse esagerato e molto ingombrante, ma molto esaustivo nel contenuto. Io ordino un menù completo e dopo circa 20 minuti arrivano gli antipasti, il mio era il più particolare perché composto da animelle al caffè con sedanorapa e nocciole, un piatto strano, ma sublime, le animelle sembravano di burro e il caffè intensificava il loro gusto amaro dando un significato concreto all’amarezza. Spero l’abbiate capita, a volte sono contorto!…

Come primo ordino dei casoncelli con spuma al Parmigiano e mandorle tostate, che posso dirvi, sarà difficile trovare in futuro un piatto simile a questo, pasta sottile, ripieno delicato, spuma cremosissima e le mandorle che fanno da ciliegina sulla torta.

Come secondo piatto arriva un filetto di coniglio al guanciale con capasanta dorata, anacardi, pastinaca e succo alla liquirizia, insomma, solo il nome indica un’esplosione di sapori, non saprei come descriverlo, posso solo dirvi di andare a provarlo, eccelso.

Dato che la mia ragazza era piena, mi ha tentato con un assaggio della sua tempura di mare e verdure con carpaccio d’ananas e salsa di soia, piatto spettacolare e accompagnato dalla dolcezza dell’ananas ti fa vivere momenti di pura estasi.

Le porzioni non sono proprio abbondanti, ma vedendolo da un punto di vista “degustazione” ci possono anche stare. Per la prima volta mi sono lasciato tentare da un dolce, ma cosa mi sono perso in tutti questi anni? Buonissimi ma comunque troppo dolci per me.

Ammetto che questo ristorante è uno dei migliori in cui sono stato recentemente. Ristorante da stella Michelin? Forse ancora no, ma comunque molto vicino a raggiungerla.

Complimenti allo staff, al proprietario e soprattutto al mirabile e creativo Chef che ci ha fatto vivere un avventura magica, sublime e indimenticabile nei meandri più reconditi del nostro palato.

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Trattoria l’Arcangelo, Brescia – Gnocco fritto, tigelle, salumi e che primi…

L’attesa ne è valsa davvero la pena…ecco cosa ho detto alla simpatica proprietaria finito di mangiare.
Desidero iniziare così la mia recensione perché se dovessi partire dall’inizio, darei una cattiva, ma non veritiera impressione del locale, in quanto ci siamo trovati veramente bene…

Siamo a Brescia alla porte della trattoria Arcangelo che scopriamo essere una vera e propria chiesa sconsacrata, bellissima. Entriamo e siamo accolti dalla titolare che ci accompagna al nostro tavolo, notiamo subito un ambiente rustico, informale, familiare, gradevole che mantiene tutte le caratteristiche della chiesa, arcate, affreschi, quadri etc… Sedie di legno e paglia, tavoli di legno scuro apparecchiati con semplici tovagliette di carta, tutto molto semplice, quasi spartano pur mantenendo una “sua eleganza”. Siamo seduti al tavolo, c’è molta gente, il locale è pieno di mercoledì e questo è un buon segno, o forse no? Ci tocca aspettare 1 ora prima che arrivino gli antipasti, si scusano in continuazione e noi ci tranquillizziamo grazie a questo ambiente “spirituale”.

Finalmente iniziano ad arrivare i salumi, seguiti dal gnocco fritto, dalle tigelle, dai formaggi, dallo strudel salato e dalla polenta con il gorgonzola, tutto molto buono, salumi nostrani, formaggi freschi, gnocco fritto esageratamente buono, tigelle morbidissime e uno strudel salato con formaggio e verdure che era la fine del mondo. Il nostro stomaco è già pieno, ma ci lasciamo tentare da un tris di primi serviti in delle grosse ciotole di terracotta. Partiamo dai casoncelli di carne con zucca, pasta sottilissima, ripieno molto particolare, dolce e delicato. Poi arrivano le tagliatelle ai funghi, pasta fresca fresca, sugo saporito e funghi freschissimi. Per ultimo arrivano i pizzoccheri alla valtellinese, il piatto che ho apprezzato di più di tutti, che dire, fantastici, ogni commento in più sarebbe superfluo.

Una trattoria diversa dal solito con una qualità che va ben oltre gli standard, servizio forse un po’ lento, ma ci è stato assicurato che hanno solo avuto problemi con il personale, che nonostante la nostra lunga iniziale attesa, vedevamo darsi da fare freneticamente tra i tavoli cercando di accontentare tutti. Sicuramente ci torneremo, magari in compagnia per occupare una grossa tavolata di legno, con la nostra simpatica amica cameriera 72enne (ce l’ha detto lei) che ci ha fatto sorridere tutta sera, dicendomi ogni volta: “Dai maia, mandulì”.

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I monaci sotto le stelle, Brescia – Gnocco fritto e salumi in chiesetta sconsacrata…

Su consiglio di amici ci siamo recati a mangiare in un ristorante molto suggestivo, situato all’interno di una vecchia chiesa sconsacrata. Il posto si chiama “i Monaci sotto le stelle”, facile da raggiungere e molto bello da vedere. All’entrata il ristorante è diviso in due parti, quella più moderna sulla sinistra con sedie colorate e quadri di arte contemporanea e la parte diciamo “antica” sulla destra. Nella parte antica, della chiesetta, troviamo dei tavoli di legno scuro, apparecchiati in modo semplice e con delle tazze da tè invece dei soliti bicchieri, idea bellissima. Guardandosi intorno si nota una certa spiritualità e sfarzo del “tempo che fu”, modernizzato da grossi quadri fotografici rappresentanti il mare. Degni di nota i bellissimi i candelabri a soffitto fissati ai tiranti del tetto e la statua del “principe pensante” (chiamata così da me) posizionata in alto dentro un pertugio dove un tempo credo ci fosse il crocifisso.

Su consiglio del cameriere scegliamo il menù di carne che comprende come antipasto salumi misti, sottoli, crocchette di formaggio e gnocco fritto. I salumi sono di ottima qualità, saporiti e freschi, forse gli avrei tagliati più sottili, ma comunque molto buoni. I sottoli sono nella media e la marmellatina di cipolle molto buona. Le crocchette di formaggio sono filanti e ben fritte. Gli gnocchi fritti sono strepitosi, poco unti e fantastici abbinati ai salumi.

Come secondo arriva una grigliata di carne composta da controfiletto di manzo, fusi di pollo, salamina e wurstel accompagnati da patate fritte e verdure alla griglia. Purtroppo la qualità della carne non è per niente equiparabile a quella dei salumi. Il controfiletto, anche se molto tenero, ha un sapore e un colore strano, non saprei dirvi il motivo, peccato. Il würstel è poco romantico, ma ci può stare, la salamina è leggermente bruciacchiata, ma comunque di ottima qualità, mentre il pollo era molto buono e super croccante.

Come dicevo all’inizio della recensione, la location è molto suggestiva e merita di essere visitata. Peccato per l’inconveniente con la carne, ma sono sicuro che sia stato solo un caso, dato gli ottimi giudizi che mi sono stati dati prima di andarci. Tornerò presto in questo locale, per gustarmi nuovamente il gnocco fritto e dargli modo di rifarsi con la carne. A proposito, le porzioni sono davvero abbondanti.

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Trattoria da Gina, Rovato (Bs) – Lumache, casoncelli alla bresciana e spettacolo di fiorentina…

Ecco la famosissima trattoria “da Gina” di Rovato, un posto speciale in cui andavo da piccolo per mangiare degli ottimi casoncelli e prelibatissimi bolliti misti con la salsa verde…ebbene sì, io non sono mai stato un bambino da “pizza e patatine”, io amavo la pasta allo scoglio, le frattaglie, il tartufo, i formaggi “puzzosi” e tutti i cibi più strani di questo mondo, dando un estremo senso di soddisfazione ai miei genitori e a chi mi vedeva mangiare. Finalmente, dopo anni, decido di tornare in compagnia in questo posto, con il ricordo ancora acceso di quegli ottimi piatti caldi.

Il locale all’esterno è stato completamente rinnovato, parcheggio in primis. L’edificio, che una volta era completamente avvolto da piante arrampicanti, quasi volessero nasconderlo, ora è ben curato e mostra tutto il suo fascino legato ad una specie di eleganza rustica. Questi segni di miglioramento sono il preambolo di tanti piccoli miglioramenti scoperti successivamente all’interno del locale, a partire dalla nuova gestione, più dinamica, innovativa e con voglia di crescere.

Le sale sono come mi ricordavo, molto rustiche con pareti in sassi, cemento bianco, soffitti con travi in legno, archi e porte contornate da mattoni rossi. Tutto molto bello, sicuramente più ordinato, meno caotico e più pulito di un tempo a partire dai tavoli apparecchiati in maniera semplice, ma piacevole fino ad arrivare ai dettagli più piccoli, più sottili che non fanno la differenza per l’occhio umano, ma fanno comunque molto piacere a vedersi.

Ci sediamo al tavolo e sfogliamo il menù della “Gina”, subito notiamo piatti molto particolari, ma soprattutto tradizionali, cosa rara in tante trattorie cosiddette tipiche. Ordiniamo come antipasto delle lumache cotte al forno in una terrina con spinaci e formaggio fuso, molto buone, particolari ma non strane, non gommose. Prendiamo anche degli antipasti misti con salumi e formaggi, notiamo la qualità nella scelta della materia prima e ne rimaniamo stupiti.

Come primo chiediamo di assaggiare i casoncelli alla bresciana con burro e salvia, ottimi, saporiti, tanto da cancellare il ricordo di quelli passati, nessuno me ne voglia.

Ed ora il dilemma, prendiamo i tanto acclamati bolliti misti oppure optiamo per la loro consigliatissima fiorentina? Andiamo di fiorentina, scelta giusta, scelta perfetta, arriva al tavolo con tutto il suo splendore. La carne tenerissima, cottura al sangue, gusto strepitoso.
Complimenti allo chef per la scelta della carne.

Servizio veloce, cordiale e familiare come nelle migliori “autentiche trattorie”. Il mio voto non può che essere più che positivo, il ricordo del passato è stato superato dal presente che sicuramente verrà superato nuovamente dal futuro. Bravi “ragazzi”, anche se, scusatemi in anticipo la mia innocente maleducazione, giovani non siete più, ma le vostre idee di crescita, sviluppo sono lodevoli. Spero di tornare presto a trovarvi.

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