Spaghettoni aglio, olio e peperoncino mantecati ai crostacei profumati al basilico…

Finalmente sono riuscito a mettere mano ai fornelli. Cosa mi sono preparato? Una ricetta semplice, fresca e buonissima…basta preparare i miei spaghetti aglio, olio e peperoncino…trovare dei crostacei freschissimi, marinarli con olio e basilico ed il gioco è fatto. Da domani spero di trovare più tempo per la cucina, magari con una super grigliata di pesce…buona serata a tutti e per chi non sapesse cosa fare, stasera a Sarnico (Bg) inizia il Busker Festival

Ingredienti per 4 persone
400 g di spaghettoni
4 gamberoni
4 scamponi
4 capesante
Peperoncino fresco
Basilico
Aglio
Olio evo

Preparazione
Pulite gli scamponi, i gamberoni e le capesante. Batteteli a coltello fino a farli in piccoli pezzi e metteteli in una bacinella. Aggiungete un filo d’olio, 3 foglie di basilico, sale, pepe e mischiate bene. Lasciate marinare almeno 1 ora in frigo.

Portate ad ebollizione una pentola piena d’acqua e fateci lessare gli spaghettoni. Pulite l’aglio e tagliatelo a metà, fate lo stesso con in peperoncini a cui toglierete i semi. Fate soffriggere entrambi senza bruciarli a fiamma bassa. A metà cottura scolate gli spaghettoni e buttateli nella padella con almeno un suo mestolo d’acqua. Terminate la cottura mescolando continuamente fino a quando non si sarà formata una salsa cremosa e la pasta non sarà cotta. Ricordatevi di togliere l’aglio.

Spegnete la fiamma, aggiungete i crostacei profumati al basilico, mantecate energicamente aggiungendo un filo d’olio a crudo e servite.

…Buon Appetito…

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Il Tagliere Toscano, Zoagli (Ge) – Ammazza che bistecca alla Fiorentina…

Trovare un ristorante dove mangiare dell’ottima bistecca alla Fiorentina non è per niente facile, sopratutto se non sei in Toscana, ma in Liguria e se non sei del posto. Fortuna vuole che durante il nostro viaggio ci siamo imbattuti in un piccolo locale specializzato in specialità toscane e carne alla brace, tra cui la rinomata e mitica Fiorentina.

Questo ristorante si chiama il Tagliere Toscano e si trova a Zoagli proprio a ridosso della statale Aurelia. Anche se l’esterno è affacciato direttamente sulla strada, l’ingresso è molto curato con lanterne accese, tavolini incastrati nel muro a forme di botte e un grazioso tendalino sulla porta d’ingresso quasi a voler cercare di far dimenticare il traffico automobilistico.

Entriamo nel locale e notiamo subito quanto sia piccolo e grazioso, ci viene incontro la titolare e ci fa accomodare in un piccolo tavolo di legno coperto da una sgargiante tovaglia rossa, apparecchiato in maniera elegante, ma semplice con tanto di bicchieri del vino griffati “il Tagliere Toscano”.

Ci sediamo e ci guardiamo intorno notando un arredamento rustico con molti richiami alla Toscana, tra cui tante bottiglie e fiaschi di vino, stendardi di varie manifestazioni tra cui il violento “calcio Fiorentino”, magliette firmate della Fiorentina, una TV a schermo piatto (da eliminare e sostituire con musica Toscana d’epoca!!!) e sopratutto un clima molto caloroso e cordiale.

Sfogliamo il piccolo menù e prendiamo come antipasto un tagliere con salumi di Montalcino, formaggio dell’Amiata, sottoli biologici e crostini toscani. Salumi buonissimi, la finocchiona e il salame sono molti buoni, ma la vera regina è la porchetta, fantastica. I formaggi sono saporiti e ben stagionati, mentre i crostoni sono davvero molto buoni e non troppo forti di sapore.

Come secondo abbiamo preso una bistecca alla Fiorentina di 2 kg circa, cotta alla brace con contorno di fagioli al tegamino cotti nello stesso modo. La Fiorentina è spettacolare, la frollatura della carne è perfetta, cottura al sangue e sapore intenso dato dalla cottura alla brace. I fagioli sono una bomba di sapori pronti ad esplodere ad ogni cucchiaiata. Naturalmente il tutto servito con un ottimo Chianti classico.

Sono consapevole di non essere in Toscana, ma la bravura, la dedizione, la scelta di ingredienti sempre freschi da parte dei titolari, gli da il diritto di poter sostituire simbolicamente, sul loro biglietto da visita, la regione Liguria con la regione Toscana.

 
                  

Agriturismo Ca de Drin, Rapallo (Ge) – Un vero e proprio “km 0″…

Quando al mare fa troppo caldo per cenare all’aperto, meglio spostarsi verso l’alto….così ieri, abbiamo lasciato il lungomare di Rapallo per salire il monte soprastante alla scoperta dei sapori tipici perduti della Liguria.

Dopo 15 minuti di salita verso il Santuario di Montallegro, troviamo sulla destra la nostra destinazione, l’agriturismo Ca’ De Drin, una vecchia cascina ristrutturata ah hoc per accogliere avventori della cucina tipica, semplice, buona, sana e Ligure.

Saliamo parecchie scalette di pietra ed entriamo nella sala interna, la veranda purtroppo era piena, rustica con pareti in pietra, travi in legno e moltissimi oggetti di ferro battuto e poster antichi appese alle pareti.

Il proprietario, nonché cameriere, ci fa accomodare in un piccolo e romanticissimo tavolino vicino ad una finestrella aperta sulla valle di Rapallo, ci accende una candela e ci da il benvenuto…fantastico.

Ordiniamo da bere e ci viene spiegato che il menù è fisso, ed essendo a “km 0”, verrà servito quanto è stato possibile produrre, raccogliere o trovare nelle zone limitrofe in giornata.

Arrivano gli antipasti tra cui coppa, salame, formaggio, frittatina di erbette, verdure grigliate e frittelline farina, acqua, cipolla e salvia. I salumi sono sublimi, davvero freschissimi e stagionati al punto giusto. Il formaggio è delicato e molto buono, la frittatina saporitissima, le verdure grigliate super nostrane e le frittelline, che dire…le più buone che abbia mai mangiato.

Come primo arrivano delle lasagnette al pesto e ravioli di magro con ragù. Le lasagnette sono molto al dente, come piacciono a me, ed il pesto sprigiona un aroma degno di far invidia ad una intera serra di basilico. I ravioli sono fatti in casa con una sfoglia rustica e spessa, un ripieno di erbe e ricotta delicatissimo e un ragù leggero e molto saporito.

Nonostante i nostri stomachi chiedono pietà, arriva il loro speciale roast-beef a fette con rucola e sua salsa arrosto, strepitoso, al sangue, tenero…delizioso.

Unica pecca, le patate al forno, che non sono mai arrivate perché in ritardo con la cottura, può succedere e quindi il proprietario ci ha omaggiato di una doppia porzione di crostata all’albicocca e bicchierini di grappa nostrana al miele.

Bellissima scoperta fatta in una località di mare…”lontana dal caldo e dal mare”…che dire, questo posto sale tra i primi posti degli agriturismi che ho visitato e riceve i mie complimenti per il cibo e la cordialità.

    
    
    
    
    
    

   
   
   

Lumachine weissbier e pancetta al forno…

Lumache…l’80% di voi in questo momento sta già pensando di cambiare pagina…ma io vi consiglio di leggere questa ricetta e di provare a cucinarle, potreste rimare letteralmente stupiti (potrei anche offrirmi io di cucinarle per voi). Ho voluto fare un test facendole assaggiare a diverse persone, le ho spacciate per involtini di carne e pancetta…risultato? “Marino, ma sono buonissimi questi involtini, che carne tenera”!!!. Questo dimostra che il palato segue troppo la vista e a volte crea troppi pregiudizi sul cibo… Buon appetito a tutti, io per 3 giorni sono in Liguria, tra poco visiterò e cenerò in un curioso agriturismo tipico ligure km 0…a domani…

Ingredienti per 4 persone
• 500 g di lumache (surgelate, già sgusciate e di prima qualità)
• 200 g di pancetta tesa dolce a fette
50 g di parmigiano reggiano
50 cl di weissbier
• Olio evo
• Pepe

Preparazione
Risciacquate le lumache sotto l’acqua fredda corrente e mettetele a marinare in una ciotola con la weissbier per una notte dentro il frigorifero.

Passata la notte, scolatele bene e asciugatele con della carta assorbente. Avvolgetele nella fettine di pancetta una ad una e infilzatele con uno stuzzicadenti per chiuderle.

Mettete tutte le lumache con la pancetta su di una teglia ricoperta da carta forno, aggiungete un filo d’olio, un pizzico di pepe e spolverate con il pecorino romano.

Riscaldate il forno a 200° e infornate le lumache per 12/15 minuti. Quando saranno pronte, toglietele dal forno e servite belle calde.

Buon Appetito

  

Ristorante San Marco, Ponte di Legno (Bs) – Dipendenza da “gnocc de la cùa”…

Passo del Tonale, domenica sera, bollettino nero sulla statale SS42, cosa facciamo?
Semplice, scendiamo tranquilli il passo e ci rechiamo a cena a Ponte di Legno. Parcheggiamo in centro, piccolo giretto tra gli “economicissimi” negozi d’abbigliamento e cerchiamo un posto degno di ospitarci per cena, direi perfetto.

Dopo aver visionato numerosi locali e menù, decidiamo di entrare al famoso e rinomato ristorante San Marco situato verso gli impianti di risalita.

L’ambiente è molto intimo, appartato con travi di legno, muri bianchi ruvidi con inserti in pietra a indicare le porte, oggetti vari in rame, dipinti raffiguranti caricature appesi alle pareti e tantissimo calore.

La proprietaria fin da subito si dimostra una persona squisita, ci accoglie, ci accompagna al nostro tavolino di legno apparecchiato con molta eleganza e ci fa accomodare su delle comode e morbide panche di legno rivestite di tessuto.

Sfogliamo il menù e dopo parecchia indecisione dovuta alle numerose leccornie presenti su di esso, scegliamo, su consiglio dello chef, gli “Gnocc de la cùa” specialità di Ponte di Legno con patate e cipolla e dei ravioli di farina di castagna e polenta ripieni di rosa camuna e aglio orsino.

Dopo poco tempo arrivano gli “Gnocc de la cùa”, notiamo subito la porzione super abbondante e chiediamo al cameriere se ci fosse stato un errore nella comanda, risposta: “no, questa è la porzione singola”. Questi grossi gnocchi irregolari non sono di patate, ma bensì di pane e spinaci e vengono serviti con patate, cipolla e burro fuso. Tanto burro fuso. Sono strepitosi, come da titolo, creano dipendenza. Gli Gnocchi sono molto compatti, duri, il sugo è molto saporito e ricorda vagamente il sapore dei pizzoccheri alla Valtellinese, sicuramente il piatto non è tra i più leggeri.

I ravioli sono molti buoni, la pasta fresca fatta con la farina di castagna e polenta rende la sfoglia leggermente più spessa, ma comunque molto buona e delicata, il ripieno di rosa camuna e aglio orsino è molto azzeccato ed evoca vagamente il sentore del tartufo nero estivo.

Anche se quasi pieni, ci lasciamo tentare da un secondo, così ordiniamo un guancialino di maiale marinato con sale affumicato e patate saltate. Di norma il maiale non si mangia al sangue, ma con questa fantastica marinatura affumicata tutto è possibile, anche il gusto forte del sangue del maiale viene sostituito da un piacevole aroma dolciastro, piatto eccellente in tutto, soprattutto per quella leggera crosticina croccante data dalla scottatura a fiamma alta sulla piastra.

Una cena particolare, piatti della tradizione molto curati e rivisitati con una semplicità assoluta. Location accogliente con personale gentile e premuroso, quindi non posso fare altro che girare il mio pollice verso l’alto e porre questo ristorante sul cucuzzolo della montagna.

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Riso freddo ai tre cereali con calamari, gamberi, acciughe, zucchina, rucola e datterini…

Il caldo non può impedirmi di cucinare, il caldo non può decidere cosa devo mangiare…da domani bollito misto, stracotti e polenta concia…naturalmente sto scherzando!!! Oggi vi propongo un piatto molto fresco da gustare davanti al ventilatore con costume da bagno e birra ghiacciata…Buona afosa e calda giornata a tutti…

Ingredienti
400 g di riso gallo ai tre cereali
200 g di calamari freschi
20 code di gambero
4 acciughe sott’olio
50 g di rucola
12 pomodori datterini
Limone
Olio evo
sale

Preparazione
Lessate il riso ai tre cereali in abbondate aqua salata.

Fate bollire le code di gambero per massimo 3 minuti in acqua bollente poco salata. Quando saranno cotti metteteli sotto l’acqua fredda corrente, sgusciateli e lasciateli raffreddare.

Pulite i calamari eliminando la sacca con le uova ed il becco. Tagliateli a strisce sottili e fate bollire nella stessa padella contenete l’acqua dei gamberi per 10 minuti. Scolateli e raffreddateli sotto l’acqua fredda corrente.

In una bacinella mettete il riso freddo, le acciughe sminuzzate, le zucchine e i datterini tagliati a cubettini, la rucola tagliata grossolanamente, i calamari e le code di gambero.

Condite con olio evo, un pizzico di sale e una grattugiata di lime. Mescolate delicatamente e servite.

Buon Appetito

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La Briciola, Ponte di Legno (Bs) – Una buona cucina…

Io e la mia ragazza abbiamo appena passato uno splendido weekend al Passo del Tonale, tra fantastiche passeggiate e misteriosi rifugi immersi nella natura più incontaminata.
Come potete immaginare le nostre vacanze non sono fatte di sole passeggiate e così dopo tutta quest’attività fisica ci siamo recati a cena a Ponte di Legno.

Dopo essere stati respinti da vari e rinomati ristoranti per il pienone della serata, si siamo ritrovati di fronte al ristorante pizzeria la Briciola, situato più in alto rispetto al centro del paese, ma comunque sempre lungo il caratteristico torrente Frigidolfo.

Nonostante il locale fosse pieno, la proprietaria ci ha accolto calorosamente invitandoci a sedere a un tavolino sui bordi della sala principale. L’ambiente è il classico stile alpino, con tavoli e sedie di legno chiaro, oserei dire forse un po’ troppo attaccati l’uno all’altro.

Scrutiamo il menù e ordiniamo dei pizzoccheri alla Valtellinese, una pizza margherita e una grigliata mista di carne.

Dopo poco tempo arriva la pizza margherita, bella a vedere, pomodoro e mozzarella di buona qualità, ma l’impasto non mi ha convinto a pieno, forse poco cotta, non saprei.

Arrivano i pizzoccheri alla Valtellinese, porzione super abbondante e al gusto, sapori e consistenze decisamente buoni. Apprezzo il fatto che siano poco unti a differenza di tanti altri pizzoccheri super burrosi mangiati in montagna.

Passano pochi minuti e arriva anche la grigliata mista di carne, costoletta d’agnello molto saporita, fettine di manzo e vitello molto tenere, petto di pollo delicato e purtroppo mi è arrivata una salamella di maiale cruda e un wurstel freddo, decisamente da evitare.

Il servizio della serata è stato molto cordiale e veloce e soprattutto ho apprezzato la simpatia della proprietaria nonostante il locale fosse full.

Un buon ristorante, in cui dovrò riprovare la pizza per dare un giudizio più corretto, lo consiglio per chi vuole mangiare piatti semplici e spendere poco, in un posto che tutto sommato vale la pena provare.

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