Barboglio De Gaioncelli, Corte Franca (Bs) – Cucina sublime in Franciacorta…

Ieri sera, ospiti di amici, ci siamo recati a mangiare tra le stupende viti della Franciacorta, in un oramai rinomato ristorante situato in un piccolo paesino in provincia di Brescia, Corte Franca.

Appena arrivati, notiamo subito che non si tratta del solito ristorante – cascina – cantina ristrutturato ad hoc come tanti, ma sembra qualcosa di più, qualcosa di bello e piacevole da vedere. Si entra in questa piccola corte immersa tra alte e possenti mura di ciottolato, con un giardino molto curato arredato con dei bancali tinteggiati di bianco messi a formare panche e tavolini.

L’entrata al ristorante è sorretta da una porta automatica scorrevole, si salgono delle scale e ci sono trova nella sala con il bar, bella, creativa e molto accogliente a prima vista. Dopo aver lasciato i capotti al proprietario, siamo stati accompagnati in un altra sala passando per un corridoio.

Ci accomodiamo al nostro bel tavolo tondo e iniziamo a guardarci in giro notando un tipo di eleganza molto sobria, con accenni a una specie di vintage, “già vintage negli 60”. C’è un mappamondo antico di colore marrone, alcuni calendari d’argento, un caminetto nascosto da un armadietto antico, pareti di ciottolato, soffitto con travi a vista marroni ed enormi vetrate che si affacciano sul cortile e sulle vigne. Tutto lascia presagire a una serata perfetta, anche la tavola era bellissima, apparecchiata con tovaglie nere, bicchieri storti e piattini oblunghi.

Ci consegnato in mano un menù di grandezza epica, direi forse esagerato e molto ingombrante, ma molto esaustivo nel contenuto. Io ordino un menù completo e dopo circa 20 minuti arrivano gli antipasti, il mio era il più particolare perché composto da animelle al caffè con sedanorapa e nocciole, un piatto strano, ma sublime, le animelle sembravano di burro e il caffè intensificava il loro gusto amaro dando un significato concreto all’amarezza. Spero l’abbiate capita, a volte sono contorto!…

Come primo ordino dei casoncelli con spuma al Parmigiano e mandorle tostate, che posso dirvi, sarà difficile trovare in futuro un piatto simile a questo, pasta sottile, ripieno delicato, spuma cremosissima e le mandorle che fanno da ciliegina sulla torta.

Come secondo piatto arriva un filetto di coniglio al guanciale con capasanta dorata, anacardi, pastinaca e succo alla liquirizia, insomma, solo il nome indica un’esplosione di sapori, non saprei come descriverlo, posso solo dirvi di andare a provarlo, eccelso.

Dato che la mia ragazza era piena, mi ha tentato con un assaggio della sua tempura di mare e verdure con carpaccio d’ananas e salsa di soia, piatto spettacolare e accompagnato dalla dolcezza dell’ananas ti fa vivere momenti di pura estasi.

Le porzioni non sono proprio abbondanti, ma vedendolo da un punto di vista “degustazione” ci possono anche stare. Per la prima volta mi sono lasciato tentare da un dolce, ma cosa mi sono perso in tutti questi anni? Buonissimi ma comunque troppo dolci per me.

Ammetto che questo ristorante è uno dei migliori in cui sono stato recentemente. Ristorante da stella Michelin? Forse ancora no, ma comunque molto vicino a raggiungerla.

Complimenti allo staff, al proprietario e soprattutto al mirabile e creativo Chef che ci ha fatto vivere un avventura magica, sublime e indimenticabile nei meandri più reconditi del nostro palato.

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