Castello Malvezzi, Brescia – Una cucina raffinata, territoriale, direi stellare…

Oggi vi parlo di un posto incantato, quasi fiabesco, immerso nel verde di una piccola montagna poco sopra Brescia. Un posto magico, dove passare una serata romantica coccolati da un’atmosfera unica e molto raffinata. La location non è facilissima da raggiungere, ma muniti di Gps e seguendo la numerosa segnaletica ci si arriva in un batter d’occhio.

L’entrata è maestosa e sorretta da un enorme cancello che apre le porte ad un lungo viale alberato che porta all’ingresso di un magnifico castello del 600” . Ebbene sì, questo posto “magico” è un vero e proprio castello circondato da 36000 mq di maestosa natura in cui è nato un lussuoso e romanticissimo ristorante, Castel Malvezzi.

Dopo aver ammirato la maestosità del luogo nel breve tour che dall’entrata porta al parcheggio, ci rechiamo verso l’edificio principale, il castello per l’appunto, dove enormi bracieri scoppiettanti seguiti da una simpatica ragazza ci accompagnano all’interno del ristorante.

All’interno è tutto molto regale, ambienti ampi, spazi alti con enormi lampadari sfarzosi, pareti e soffitti coperti da murales che riproduco l’ambientazione della sala di un tempo, enormi specchi “d’oro” di un’epoca passata sono appesi alle pareti e tutto, sottolineo tutto, lascia presagire a una serata magica.

Ci accomodiamo al nostro tavolo, molto ampio, tondo, apparecchiato con lunghe tovaglie bianche, sottopiatti e posate d’argento, bicchieri colorati e vaso trasparente dalla forma bizzarra con all’interno dei fiori.

Su consiglio del mètre, prendiamo un menù gourmet di otto portate creato ad hoc dallo chef, preparato in base agli ingredienti genuini del territorio. Sicuri della nostra scelta, attendiamo con pazienza l’arrivo delle pietanze, allietati da un gustoso stuzzicappetito formato da un cono salato con gelato di panna montata salata e pesto e mini panini e grissini appena sfornati, deliziosi.

Finalmente il nostro percorso alla scoperta del gusto perduto inizia con una fantastica tartare di Fassona dalla presentazione impeccabile, carne strepitosa, condimento perfetto, salsa di soia delicata e leggera.

Oramai lo stomaco è aperto e come per magia ecco che arrivano i primi, risotto mantecato con formaggella di Tremosine con luccio sfogliato al timo e dei malfatti al ragù di coniglio. Risotto eccelso, al dente, mantecato alla perfezione, il luccio al timo dona quel tocco in più, tanto da creare dipendenza. I malfatti sono molto buoni, forse troppo al dente, ma comunque strepitosi accompagnati da un ragù di coniglio molto delicato.

Il nostro stomaco è quasi pieno, ma i secondi non tardano ad arrivare e a ingolosirci. Ci viene servita della coppa di maialino da latte cotta a bassa temperatura e del petto di faraona arrostita con crema di patate e polvere di Calvisius Caviar. La faraona è molto tenera, ripieno saporitissimo e il tocco in più è dato dalla polvere di caviale. Il maialino è fenomenale, posso tranquillamente dire che è il maialino più buono che abbia mai mangiato, tenero, saporito, cotenna croccante, tornerei solo per quello, da stella Michelin.

Arrivano anche i dolci, ma sapete che non sono la mia passione, comunque un complimento alla presentazione della delizia di saturno, una palla di meringa ripiena di frutti di bosco attorniata da un anello di caramello.

Questo posto è finito nel mio prezioso libro dei luoghi preferiti, grazie alla sua ottima vista panoramica predominante sulla città di Brescia, per il servizio veloce e impeccabile e per le pietanze sublimi e indimenticabili, a parer mio degne di una stella. Ci tornerò di sicuro, anche se il prezzo non è proprio abbordabile, perché in questo caso, non bisogna guardare il portafoglio, ma seguire il proprio cuore.

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Risotto ai tre cereali con baccalà profumato al timo limonato, cappuccio bianco, datterini e formaggio fresco di capra…

Non saprei se definirla un piatto invernale, primaverile o estivo, so solo che se ami il baccalà come lo amo io , questa è la ricetta giusta per te. L’idea di utilizzare il riso ai tre cereali mi è venuto guardando un contest culinario organizzato l’anno scorso da una nota casa produttrice di riso e mi è sembrata un’idea originale da provare assolutamente…baccalà, cavolo cappuccio bianco, formaggio fresco e timo limonato…buona serata a tutti.

Ingredienti per 4 persone
400 g di riso ai tre cereali (riso, farro e orzo)
150 g di filetto di baccalà dissalato
100 g di formaggio fresco di capra
50 g di cavolo cappuccio bianco
1 rametto di timo limonato fresco
Olio evo
Aglio
Sale
Pepe

Preparazione
Preparate un leggero brodo vegetale utilizzando gli scarti del cavolo cappuccio bianco, due spicchi d’aglio, del sale grosso e acqua fredda. Fate bollire per 10 minuti a fiamma bassa.

Mettete a marinare in una bacinella per almeno 4 ore il filetto di baccalà dissalato con un filo d’olio evo e un rametto di timo limonato spezzettato.

Prendete una padella dai bordi alti, aggiungete un filo d’olio evo, uno spicchio d’aglio e i pomodorini tagliati a metà. Lasciate cuocere pochi minuti e con l’aiuto di una schiumarola toglieteli dalla padella lasciando all’interno formatosi.

Togliete 10 minuti prima il baccalà dal frigo e aggiungetelo nella padella di cottura dei pomodori con tutta la sua marinatura, eliminando il timo limonato e lasciate cuocere per 2 minuti. Sempre con l’auto della schiumarola togliete il baccalà lasciando all’interno tutto il sugo.

Prendete il riso ai tre cereali e fatelo tostare 2 minuti nella padella contenete il sugo dei pomodori e quello del baccalà. Non sarà necessario aggiungere grassi perchè già presenti dalle cotture precedenti.

Aggiungete poco alla volta il brodo vegetale, fino ad arrivare a cottura del riso, circa 15/16 minuti. A metà cottura ricordatevi di aggiungere il baccalà precedentemente scottato e il cavolo cappuccio bianco tagliato a strisce e privato della parte dura, che userete per il brodo.

Spegnete la fiamma, aggiungete un filo d’olio a filo e il formaggio fresco di capra. Mantecate energicamente per due minuti e coprite con un coperchio per altri due minuti.

Servite decorando con del baccalà marinato, due datterini, qualche fogliolina di timo limonato e un filo d’olio evo.

Buon Appetito

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Ravioloni ripieni di scampi, mozzarella di bufala, prosciutto crudo e patate al sugo di funghi e brodo di crostacei…

Ecco la ricetta domenicale, stamattina mi sono rimboccato le maniche e mi sono messo ai fornelli, anzi, ci siamo messi ai fornelli. Come sapete la pasta fresca è materia della mia ragazza, io mi occupo dei ripieni e dei sughi. Oggi un raviolone con un ripieno molto delicato e saporito…scampi, mozzarella di bufala, prosciutto crudo e patate…come resistere? Buona domenica a tutti…stasera risotto ai tre cereali, mai fatto, speriamo…

Ingredienti per 8 persone
600 g di scampi freschi
250 g di mozzarella di bufala
250 g di patate
50 g di prosciutto crudo
300 g di funghi porcini surgelati
1 spicchio d’aglio
Olio evo
Sale
Pepe

Ingredienti per la pasta fresca

Ingredienti per il brodo di crostacei

Preparazione
Preparate la pasta fresca seguendo la mia ricetta e lasciate riposare in un posto asciutto per almeno 1 ora.

Fate bollire le patate già sbucciate in abbondante acqua poco salata. Quando saranno cotte lasciatele raffreddare.

Pulite gli scampi eliminando testa e guscio. Il peso esatto degli scampi puliti dovrà essere di 200 g. Prendete una padella, fateci soffriggere mezzo spicchio d’aglio tritato e aggiungete gli scampi. Cuocere per massimo 1 minuto per lato. Spegnete la fiamma e lasciate raffreddare. Con i gusci preparate il brodo di crostacei seguendo la mia ricetta.

Mettete nel bicchiere del mixer la mozzarella di bufala, il prosciutto crudo, gli scampi, le patate ed un pizzico di sale. Frullate fino ad ottenere un composto cremoso e omogeneo.

Sgelate i porcini sotto l’acqua fredda e tagliateli a cubetti. Fateli saltare in padella con un filo d’olio per 2 minuti. Aggiustate di sale, pepe e aggiungete due mestoli di brodo di crostacei. Fate ritirare il sugo a fiamma bassa per pochi minuti.

Stendete uno strato di pasta fresca non troppo sottile e aggiungete con l’aiuto di un sac à poche la farcia di scampi, prosciutto crudo, mozzarella di bufala e patate. Mettete sopra un’altro strato e andate a formare i ravioloni utilizzando uno formina per ravioli.

Lessate i ravioli in abbondante acqua salata. Quando saranno cotti, scolateli e fateli saltare nel sugo di funghi porcini.

Mettete i ravioli nel piatto, aggiungete due scampi interi scottati in padella ed un filo d’olio evo per completare il piatto.

…Buon Appetito…

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Gamberetti con trofie, prezzemolo, birra e pecorino romano…

Chi pensa che i gamberetti surgelati siano solo per casalinghe annoiate e cuochi da strapazzo si sbaglia, si possono trovare in commercio numerosi prodotti con una qualità molto elevata. Basti pensare agli ottimi gamberetti grigi olandesi, piccoli e saporiti. Volete sapere perché il piatto si chiama gamberetti con trofie e non trofie con gamberetti? Semplice, questo piatto è invaso da succosi gamberetti…poi basta sfumare con la birra, mantecare con un po’ di pecorino romano, aggiungere tanto prezzemolo e la ricetta è fatta. Semplice e saporita. Buona serata a tutti.

Ingredienti per 4 persone
320 g di trofie
400 g di gamberetti surgelati
30 g di parmigiano reggiano
40 g di prezzemolo tritato
1/2 bicchiere di birra chiara
Olio evo
Sale
Pepe

Preparazione
Lessate le trofie in abbondante acqua salata.

Fate sgelare i gamberetti surgelati in frigorifero un giorno prima di consumarli oppure sgelateli al momento sotto l’acqua fredda. Metteteli in padella con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio. Fate cuocere 3 minuti, sfumate con la birra chiara e lasciate evaporare. Aggiustate di sale e pepe.

Scoalte le trofie al dente e fatele salatre con i gamberetti. Aggiungete il pecorino romano, il prezzemolo e mantecate a fiamma spenta 1 minuto.

Servite caldo magari con l’aggiunta di un filo d’olio evo piccante.

Buon Appetito...

  

Spaghetti con crema di pecorino romano, granella di noci, tartare di gamberoni profumata al basilico e senape…

Oggi avevo voglia di qualcosa di fresco, mi sono recato in pescheria ed ho trovato dei fantastici gamberoni che non vedevano l’ora di essere mangiati crudi. Ma avevo anche voglia di pasta, così ho pensato di unire le due cose in un unico piatto legando il caldo di un piatto di spaghetti al crudo del gamberone con la freschezza della senape e del basilico. Buona serata a tutti.

Ingredienti per 4 persone
400 g di spaghettoni
20 foglie di basilico
6 gamberoni
20 g di pecorino romano
2 cucchiaini di salsa di senape
10 gherigli di noci
Olio evo
Sale
Pepe

Preparazione
Pulite i gamberoni eliminando il guscio ed il carapace. Riduceteli a tartare e condite con un filo d’olio, il basilico tagliato a striscioline, la senape, poco pepe e un pizzico di sale. Mescolate bene e lasciate riposare in frigo 20 minuti.

Lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata.

Prendete una bacinella, aggiungete il pecorino, un filo d’olio evo e poca acqua di cottura della pasta fino a creare una salsa cremosa.

Prendete i gherigli di noci, metteteli in un mini mixer e tritate finemente.

Scolate la pasta al dente e mettetela nella bacinella con la crema di pecorino. Mantecate energicamente con l’aiuto di un forchetta.

Mettete gli spaghetti con la crema di pecorino in un piatto, aggiungete la tartare di gamberoni profumata alla senape e basilico e spolverate con i gherigli di noce tritati.

…Buon Appetito…

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Ai Ciliegi, Iseo (Bs) – Vi presento sua maestà Cotoletta Farcita…

Io adoro le cotolette, ne vado matto, potrei mangiarle ogni giorno senza mai stancarmi, più sono grandi e più mi fanno impazzire, per questo quando mi hanno parlato di un posto in cui vengono servite enormi cotolette non ho saputo resistere, soprattutto dopo che mi hanno anche riferito che si potevano farcire come delle vere e proprie pizze. Così, una domenica sera, armati della fame più cupa, ci siamo recati all’assalto della fortezza di sua maestà “Orecchia d’Elefante XXXXL”.

Il locale è situato poco sopra Iseo, provincia di Brescia, con posizione dominante su tutto il lago. Stiamo parlando della storica birreria ai Ciliegi che nel tempo si è evoluta in trattoria, pizzeria e cotoletteria.

All’esterno è una grossa casa bianca a due piani con una veranda “fai da te” vista lago, l’ingresso è molto spartano con vista cella frigo sulla destra e un insegna molto vecchia, a parer mio nata insieme al locale. Entriamo all’interno da un’accesa porta rossa e siamo accolti calorosamente da una simpatica signora “molto appariscente”, notiamo subito l’ambiente molto familiare e ne siamo piacevolmente colpiti.

L’arredamento è molto rustico, completo di chincaglierie prese da ipotetici viaggi all’estero, strumenti musicali in ottone appesi al muro, un vecchio camino in cui il proprietario, con passione, cuoce della carne sulla brace, particolari lampade a forma di lanterna sopra il bancone di marmo del bar e una spillatrice della birra tutta cromata che fa da angolo. La seconda sala, dove è ubicato il nostro tavolo, ha uno stile leggermente diverso, sulle pareti di legno numerosi oggetti vintage, quadri goliardici e vuoti di bottiglia di birra a riempire le numerose mensole sui muri.

Ci accomodiamo al nostro tavolo apparecchiato con una bella tovaglia a quadretti bianchi e rossi e iniziamo a spulciare meticolosamente il menù, anche se sappiamo già che la nostra missione si chiama “cotoletta storm”. Ordiniamo due cotolette farcite e dopo circa 30 minuti d’attesa, finalmente arrivano con tutto il loro maestoso splendore. Il primo impatto è micidiale, ti disorientano, ti spiazzano, solo dopo lo choc iniziale realizzi che quelle gigantesche fette di carne impannata a breve si troveranno nel tuo stomaco. La mia cotoletta è farcita con funghi porcini, fontina e grana, l’altra con pomodoro, mozzarella e olive. I condimenti sono molto buoni, ma la vera regina è questa enorme cotoletta di maiale. Carne tenerissima quasi fosse vitello, impanatura perfetta che non lascia intravvedere quegli odiosi buchi creati da una pessima cottura, perché si capisce subito che è cotta alla perfezione e che le tracce di unto sono quasi inesistenti.

Da amante delle cotolette posso solo dirvi che ho trovato un posto molto valido dove mangiare ottime cotolette, posto sconsigliato ai “fighettini” e chi ne fa le veci, posto consigliato a chi vuole stare in compagnia, ridere e sentirsi come a casa. Posso solo dire che non vedo l’ora di tornare per mangiarmi un’altra fantastica cotoletta farcita, magari con la possibilità di scegliere singolarmente gli ingredienti.

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Radicchio e soncino con scamorza alla piastra, code di gambero, datterini e senape al miele…

Finalmente dopo tanta pastasciutta arriva una bella insalatina, qualcosa di leggero, sfizioso e che può stuzzicare gli amanti delle ricette semplici e veloci. Per un risultato ancora più gustoso vi consiglio di condirla con la mia delicatissima salsa alla senape e miele. Buona serata a tutti…la mia sarà sicuramente splendida perché vado a mangiare nello spettacolare castello Malvezzi a Brescia con la mia dolce metà.

Ingredienti per 4 persone
100 g di soncino
100 g di radicchio rosso
200 g di scamorza affumicata
24 code di gambero
20 pomodori datterini
10 cucchiai di salsa di senape
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaio di aceto di mele
Olio evo
Sale

Preparazione
Pulite bene le insalate e tagliate il radicchio rosso a pezzetti piccoli. Mettete in una bacinella aggiungendo i datterini tagliati a metà, un pizzico di sale e un filo d’olio. Mescolate bene il tutto e mettete da parte.

Pulite le code di gambero eliminando il guscio e incidendoli sul dorso per togliere il filettino nero. Fateli bollire in abbondante acqua poco salata per 3 minuti circa e raffreddateli sotto l’acqua fredda.

Mettete nel bicchiere del mixer la senape, il miele, l’aceto di mele ed un filo d’olio. Frullate con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una salsa cremosa.

Scaldate una piastra e fateci sciogliere leggermente la scamorza affumicata tagliata a fette dello spessore di un 1,5 cm, ci vorrà circa un minuto per lato.

Mettete l’insalata come base del piatto, nel centro la scamorza affumicata alla piastra, intorno le code di gambero e aggiungete a piacere la salsa di senape al miele.

Buon Appetito

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