La Cascina dei Sapori, Rezzato…Pizza con battuta di manzo, salsa guacamole, capperi confit e granella di pistacchi di Bronte…

Dopo il famoso e rinomato Sirani, noto “pizzorante” in cui entri vestito e esci in mutande (scherzo naturalmente, mi hanno lasciato anche le calze) ho trovato un posto molto simile, forse leggermente meno caro, ma che ti fa tornare a casa molto soddisfatto…perché la pizza come vi ho dimostrato nel mio primo articolo su questo blog, può diventare la base per preparazioni molto complesse e divertenti…per questo mi sono recato a Rezzato alla Cascina dei Sapori, un posto molto carino con un ottima cucina…
Abbiamo ordinato otto pizze dal menù degustazione scegliendo tra quelle più curiose e strane, dal pesce crudo, alle tartare, alle verdure, alla burrata, alla bufala, al fior di latte, al roast-beef tonnato, al patanegra, al crudo di Palamite… Erano tutte molto buone, ma la regina di tutte, quella con i sapori più equilibrati è stata con la tartare di manzo, la salsa guacamole, i capperi confit e la granella di pistacchi di Bronte…Partiamo dall’impasto a doppia lievitazione che rende la pasta più alta e “focacciosa” pur mantenendo una certa leggerezza…viene poi cotta nel forno a legna e successivamente a freddo guarnita (una pizza gourmet con uno stile napoletano)…passiamo alla farcitura (direi più opera d’arte culinaria), battuta di manzo tenerissima con capperi confit molto saporiti ma non troppo salati, serviti su guacamole e spolverati da granella di pistacchi…molto particolare, un incontro tra sapori delicati e forti…ma giustamente equilibrati…ottima pizza da 10 e lode…e mi raccomando bevete le loro birre artigianali, io in particolare adoro la via dei birrai 32
L’ambiente è molto gradevole, unica nota dolente è il rumore assordante proveniente dagli altri tavoli, ma credo che abbiamo solo scelto la serata sbagliata, perchè in sala c’era una compagnia di allegri bevitori che gridavano e tiravano pugni sul tavolo…ringrazio il cameriere che gentilmente ha chiesto loro se potevano abbassare il volume della voce, ma senza alcun risultato (se devi ragionare con le scimmie servono le banane non la pizza)…
Concludo la mia umile recensione con il desiderio di ritornarci presto…complimenti allo chef Antonio Pappalardo…

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